Il modello Bio-Psico-Sociale
Il modello bio-psico-sociale è una strategia di approccio alla persona, sviluppato da Engel sulla base della concezione multidimensionale della salute descritta nel 1947 dal WHO (World Health Organization). Il modello pone l’individuo ammalato al centro di un ampio sistema influenzato da molteplici variabili.
Engel (1977, 1997) propone il modello biopsicosociale (Biopsychosocial Model, BPSM), recependo la teoria generale dei sistemi di von Bertalanffy (1968), che permetteva di passare da un modello lineare di causa-effetto a un modello circolare, in cui la salute non era più interpretata come semplice output di una serie di processi, ma come una forza dinamica che includeva input e output in continua interazione tra loro. Secondo la teoria, i sistemi di ogni tipo – fisici, biologici, psicologici, sociali e culturali – operano in base agli stessi principi e sono interdipendenti. In questa prospettiva, l’uomo, al pari di tutti gli altri organismi viventi, è visto come un sistema che fa parte di altri sistemi più ampi ed è a sua volta costituito da sottosistemi in continua interazione reciproca.
Il modello di Engel, collocandosi all’interno del paradigma sistemico, vede la salute come la risultante di molteplici fattori biologici, psicologici e sociali che interagiscono fra loro e riconosce che il comportamento può essere spiegato in termini di contesti multipli o livelli di organizzazione che si influenzano reciprocamente (personale, esperienziale, interpersonale, familiare, sociale, organica, ecc.).
Nella nuova prospettiva salute e malattia trovano una spiegazione basata non più su singole cause, ma sull’influenza reciproca di molteplici fattori che interagiscono a diversi livelli. Gli individui, collocati entro il contesto di sistemi biologici, familiari e socioculturali, vengono visti come attivi partecipanti nelle dinamiche di mantenimento e cambiamento del sistema a cui appartengono. Questa concezione distanzia definitivamente la salute dalla dimensione biologico-organismica e dalla sua tradizionale interpretazione quale assenza di malattia, concependola come uno stato positivo, in cui si integrano fra loro funzioni diverse e che si costruisce socialmente.
Il passaggio al nuovo paradigma, molto più complesso da gestire di quello lineare tradizionale, consente inoltre alla persona, nella sua unità dinamica mente-corpo, di cambiare ruolo: da quello di paziente passivo al ruolo attivo e centrale.
Mentre secondo il modello biomedico ripristinare la salute dell’individuo è compito demandato unicamente al personale medico e paramedico, secondo il modello bio-psico-sociale ripristinare, mantenere e promuovere la salute diventa una responsabilità collettiva, condivisa tra gruppi professionali, agenzie governative, leader di comunità, attivisti, famiglie e singoli cittadini.
Ecco i 3 pilastri chiave del modello bio-psico-sociale:
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- Biologico: Fattori genetici, biochimici, anatomici e fisiologici (virus, geni, organi).
- Psicologico: Umore, personalità, cognizione, emozioni, motivazioni e comportamento.
- Sociale: Ambiente, cultura, relazioni familiari, contesto socioeconomico, lavoro e stress.
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Bibliografia
Bertalanffy L. Von (1968), General System Theory, Braziller, New York (trad. It. Teoria generale dei sistemi, Mondadori, Milano 1975)
Engel G.L. (1977), The Need for a New Medical Model: a challenge for biomedicine, in “Science”, 196, 4286, pp.129-36
Engel G.L. (1997), Form Biomedical to Biopsychosocial: being scientific in the human domain, in “Psychosomatics”, 38, 6, pp. 521-8
Ricci Bitti P.E. (2019), Psicologia della salute, modelli teorici e contesti applicativi, Carocci Editore.